1933-1955
1933
Il trasferimento dei titoli
A settantaquattro anni Luigi Lavazza formalizza con il "patto di famiglia" la cessione di
tutte le azioni della società ai figli, che da tempo collaborano attivamente alla gestione
dell'azienda.
1936
Il ritiro di Luigi Lavazza
È l’anno che segna il ritiro a Murisengo del fondatore della Lavazza. Luigi ritiene di aver
fatto la sua parte ed esprime il bisogno di ritirarsi a vita privata, specialmente dopo aver
assistito di persona in Brasile alla distruzione di milioni di sacchi di caffè, al fine di
mantenere elevati i prezzi, schiacciati da una produzione esorbitante rispetto alla domanda. Dalla
casa di Murisengo Luigi continuerà comunque a seguire la sua impresa offrendo consigli ai figli nei
momenti più difficili.
1939
La guerra si avvicina
Con l'avvicinarsi dell'entrata in guerra dell'Italia (10 giugno 1940), Mussolini ordina il
blocco delle importazioni di caffè. "Bisogna tenere duro e andare avanti come si può" sono le
parole di Luigi Lavazza. L'azienda si ristruttura ma non interrompe l’attività. Giuseppe è alla
guida dell’azienda, Mario si allontana per tentare un'iniziativa autonoma, Pericle va in guerra
come ufficiale medico.
1945-46
I fratelli Lavazza insieme per la ricostruzione
Terminata la guerra, Mario si dedica alle attività amministrative, Giuseppe alle attività
commerciali, Pericle si occupa di impiantistica e di prodotti. Mario, Giuseppe e Pericle, di nuovo
insieme, ricostruiscono lo stabile di corso Giulio Cesare, danneggiato dalle bombe: l'azienda viene
riavviata. I tempi sono durissimi, diventa necessario ricucire i rapporti con fornitori,
dipendenti, banche. Il commercio è poi reso difficoltoso dai numerosi vincoli imposti alle
importazioni. Nonostante le grandi difficoltà, i tre fratelli sono concordi su un obiettivo: la
specializzazione dell'azienda. Pochi, dunque, i prodotti su cui puntare: caffè, olio, sapone. Nel
1946 l'aerostudio Borghi di Milano disegna il primo logo di Lavazza. E' la nascita della politica
di marca.
1947
La rete di vendita si amplia
L'introduzione sul mercato dei primi sacchetti di caffè tostato con il logo Lavazza ben in
evidenza, rappresenta un passo importante per avviare politiche moderne di commercializzazione. La
rete di vendita viene ampliata fino a espandersi fuori dall'area provinciale. Ci si sforza di
penetrare nel canale dei pubblici esercizi e dei bar.
1948
La crescita
È l’anno del boom della domanda di caffè (più di 400.000 quintali). Lavazza progredisce
rapidamente e, fiduciosa, raddoppia il proprio capitale. Le risorse servono a finanziare la
crescita delle attività. L'anno seguente infatti a Milano apre la prima filiale Lavazza, la
Sadar.
1949
Muore Luigi Lavazza
Il 16 agosto la Lavazza perde il suo fondatore: Luigi Lavazza si spegne a ottantanove
anni.
1950
La prima campagna di comunicazione
"Lavazza Paradiso in tazza" è il primo claim pubblicitario dell'azienda utilizzato
su stampa e radio. La tv non è ancora presente in Italia. Intanto il gruppo diversifica la sua
gamma e crea l'antenato dell'attuale "Qualità Oro".
1955
Una nuova sede
La quantità di caffè tostato venduto è di 28 mila quintali. Nello stesso anno Lavazza compra
a Torino lo stabile di Corso Novara 59, dove ancora oggi si trovano gli uffici direzionali e la
sede sociale. Le regioni dell'Italia settentrionale sono attraversate dalle vetture sulle cui
fiancate campeggia il logo rosso e nero di Lavazza.